Per le imprese, nel mese di marzo, le condizioni di accesso al credito sono migliorate, ma è "ancora presto perché si possa registrare una decisa inversione di tendenza". Queste sono state le parole di Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d'Italia, in occasione di un'audizione al Senato in cui ha affrontato anche la questione dei prestiti nel nostro Paese.

Saccomanni ha affermato: "Sono necessari alcuni mesi prima che le misure non convenzionali di politica monetaria si riflettano sulla dinamica dei prestiti". Per la normalizzazione del mercato del credito al consumo sarà necessario proseguire con una "strategia di risanamento e di riforme strutturali" da cui dipende il ritorno dell'economia italiana a una crescita sostenibile".

Saccomanni, in relazione al problema del credit crunch che si è verificato negli ultimi mesi, ha spiegato che "la forte contrazione dei prestiti registrata alla fine dello scorso anno è frutto di circostanze eccezionali, dovute all'acuirsi della crisi sui mercati europei del debito sovrano che ha interagito con fattori interni di incertezza sulla situazione economica e politica". "A tali circostanze - ha detto - hanno fatto fronte gli interventi, parimenti eccezionali, del governo italiano, per il consolidamento delle finanze pubbliche, e della Bce, per sostenere la liquidità degli intermediari. Per effetto di tali interventi le tensioni sul funding si sono significativamente allentate, contribuendo ad attenuare l'impatto sulle condizioni del mercato creditizio".

Saccomanni ha anche precisato: "Le banche svolgono una funzione essenziale per il tessuto economico del Paese. Ciò spiega e giustifica la particolare attenzione del legislatore, italiano ed europeo, nei confronti di questi particolari operatori del mercato.[…] "E' necessario introdurre nuove disposizioni che tengano conto dell'evoluzione sia delle politiche di offerta delle banche sia delle esigenze finanziarie di famiglie e imprese". Per questo, sottolinea il direttore di Banca d'Italia, è necessario intervenire con misure legislative efficienti, che, diversamente da quelle del passato, sappiano "assicurare l'organicità degli interventi e la stabilità nel tempo delle regole".