I dati diffusi ieri da Bankitalia sul rialzo dei tassi dei prestiti nel mese di gennaio mostrano un quadro finanziario che fatica riprendersi. Nello stesso tempo anche i consumi si trovano in una situazione piuttosto difficile. Così mentre i tassi dei prestiti salgono, rendendo sempre più complicata l'accessibilità delle famiglie ai finanziamenti, i consumi degli italiani nel primo mese dell'anno sono scesi di un punto percentuale rispetto a quanto rilevato l'anno scorso.

Questi dati mettono in luce l'aggravarsi della situazione dell'economia reale, che sembra non riuscire ad uscire dalla recessione che negli ultimi mesi sta colpendo il nostro Paese. Le cifre di Confcommercio e Confesercenti a questo proposito delineano un quadro piuttosto preoccupante. Le spese destinate ai consumi si sono fortemente contratte e nemmeno i saldi sono riusciti ad aiutare le vendite nel settore dell'abbigliamento e delle calzature, che sono scese più del 4%. Va ancora peggio al settore delle auto e delle moto, che ha fatto registrare un -12%, complice anche il costo molto elevato che hanno raggiunto i carburanti. Unico comparto a non subire gli effetti della crisi sembra essere quello della tecnologia. Mentre fa riflettere il fatto che scommesse e giochi non abbiano problemi, segno che si preferisce affidarsi al fatalismo e alla fortuna, piuttosto di credere in una ripresa reale del Paese.

Se l'aumento dell'iva avvenuto nel settembre scorso, secondo i commercianti, è stata una delle cause e che ha portato a questa diminuzione ei consumi, il secondo rialzo previsto per questo autunno fa davvero preoccupare gli addetti ai lavori. Confesercenti ha calcolato che il primo aumento dell'iva è pesato in media 150 euro in più all'anno a famiglia. Il secondo aumento, che porterà l'imposta di valore aggiunto al 23%, potrebbe costare ben 426 euro in più per un totale annuale complessivo di 576 euro al'anno in più. Per questo non è difficile prevedere un'ulteriore contrazione dei consumi a partire dalle seconda metà dell'anno.

Dall'altro lato si spera che le banche (finalmente) intervengano a favore di famiglie e imprese, mostrando l'utilità dei due maxi-prestiti ottenuti dalla Bce, a partire da un abbassamento dei tassi e da una maggiore flessibilità nella concessione dei prestiti stessi.