La crisi di questi anni ha reso sempre più necessario il ricorso a prestiti da parte di molti che, con i loro stipendi e i loro risparmi, non riescono più ad arrivare a fine mese. Proprio nel momento in cui cittadini e imprese hanno più necessità di liquidità, però, l'accesso a prestiti e finanziamenti è diventato sempre più difficile. La complicata congiuntura economica in cui si è venuto a trovare tutto il mondo finanziario ha infatti portato le banche ad assumere un atteggiamento più restrittivo nella concessione di credito, che si è riflesso negativamente soprattutto sui privati e sulle aziende, soffocati dall'effetto del credit crunch.

Criteri di valutazione e garanzie richieste

Non esistono criteri "universali" di valutazione del rischio per la concessione di prestiti, tuttavia in questo periodo molti istituti son allineati su un atteggiamento "restrittivo". In base ai propri calcoli statistici (credit scoring), infatti, le banche applicano politiche di rischio differenti per cercare di limitare il numero di insolvenze. Anzitutto, per considerare l'affidabilità del richiedente, considerano il suo livello di reddito e il rapporto tra il reddito e l'importo delle rate mensili del prestito personale. Altri due fattori importanti sono la situazione lavorativa del richiedente e la sua affidabilità creditizia, valutata in base ai rapporti forniti dalle Centrali Rischi.

Come garanzie per ottenere prestiti, gli istituti chiedono, anzitutto, una fonte di reddito certa. In assenza di questa possono pretendere la firma di un fideiussore o un coobbligato dalla solida situazione finanziaria, che si faccia da garante del credito in caso di mancato pagamento rate da parte del richiedente. La banca potrebbe anche richiedere, come ulteriore garanzia, la cambializzazione delle rate o la cessione di una parte dello stipendio, o ancora la sottoscrizione di una polizza assicurativa a protezione del credito. Quest'ultima mette al riparo banca e cliente dal rischio di insolvenza in caso di perdita del lavoro, o altri avvenimenti gravi e imprevisti, tuttavia comporta un aggravio del costo del finanziamento.

In particolare si potrebbero avere delle risposte negative dalle banche nel momento in cui il richiedente è già impegnato nel pagamento di altri prestiti; nel caso in cui si abbia un profilo creditizio poco affidabile (ad esempio se si è iscritti a una Centrale Rischi come "cattivo pagatore", oppure se si ha un'affidabilità creditizia giudicata insufficiente (ad esempio in mancanza di un lavoro fisso).

Prestiti sempre più cari. Le alternative possibili

Ma le difficoltà per i cittadini non sono finite qui. Non solo i prestiti sono diventati sempre più un miraggio a causa delle garanzie che le banche richiedono in questo periodo, ma anche per il continuo aumento dei tassi che si è verificato negli ultimi mesi. SuperMoney, confrontando la situazione del credito da settembre ad oggi, ha rilevato come i prestiti siano diventati più "cari" nel corso di questi sei mesi.

Dai dati della tabella si evidenzia in modo chiaro il fatto che un prestito finalizzato senza assicurazione di 10.000 euro da restituire in 5 anni ora costi di più rispetto a settembre 2011.

Settembre 2011

Marzo 2012

Rata

200-210 €

210-230 €

Tan

8,5 - 9,5%

9 - 13%

Taeg

9,5 - 12%

10 - 14,5%

Per cercare di far fronte al "caro-prestiti", in primo strumento utile può essere il servizio di confronto di Supermoney. Grazie a una comparazione veloce delle offerte di prestiti on line e personali sul mercato, infatti, è possibile scegliere il prestito più conveniente e adatto a sé.

Importante è anche guardare alle offerte di prestiti personali che permettono una certa flessibilità. Un'altra opzione è rivolgersi ai prestiti agevolati che, a seconda dei casi e delle esigenze possono essere delle valide (e meno costose) alternative alle forme di credito tradizionale. Tra questi prestiti troviamo: i prestiti d'onore, la cessione del quinto, i prestiti INPDAP, il Fondo di credito Nuovi Nati, forme di microcredito e il social lending.