"I maxi-prestiti di Francoforte non possono risolversi in una bolla di sapone". Con queste parole il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha espresso la sua opinione e le sue aspettative sugli effetti dei prestiti ottenuti dalla Bce da parte delle banche italiane.

L'intervento del Governatore della Lombardia arriva dopo quello del segretario del Pdl Angelino Alfano che qualche giorno fa, rivolgendosi ai vertici dell'Abi, ha incalzato le banche affinché "i soldi ricevuti dalla Bce all'1% di interesse vengano reimpiegati per cittadini e imprese". Queste parole giungono a conferma del fatto che il tema delle banche e del loro atteggiamento nei confronti dei cittadini rappresenta un argomento "caldo" di questo periodo e che richiede delle risposte immediate.

Formigoni, nella sedicesima puntata del webeditoriale Forcaffè, in polemica con il comportamento attuale degli istituti di credito, ha affermato: "Le banche italiane hanno ottenuto dalla Bce 139 miliardi di prestiti con un interesse dell'1%, ma quando fanno i prestiti ai cittadini e alle imprese applicano tassi altissimi che arrivano anche al 10%". Questo vuol dire che per ora il problema della stretta creditizia su famiglie e imprese non ha ancora visto un miglioramento.

L'appello del governatore della Lombardia non è finito qui. Con parole dal tono ancora provocatorio, il presidente, ha aggiunto: "Le banche acquistano anche titoli di Stato sui quali hanno l'interesse del 4 o del 5%. No, così non va: le banche devono essere al servizio dei cittadini. Il Governo deve tenerlo presente, vale sia per quello italiano che per quello europeo. E'una battaglia che il Popolo della Libertà intende fare e farà, affinché le banche siano al servizio dei cittadini, delle imprese e non solo di se stesse".