L'attesa delle banche europee si è conclusa ieri. La Bce ha dato il via alla seconda (e probabilmente ultima) operazione di finanziamento a tre anni con tassi di interesse all'1%, per un totale di 529,53 miliardi di euro. Nella prima ondata di prestiti dello scorso 21 dicembre, la richiesta aveva raggiunto i 489,191 miliardi di euro e avevano partecipato 523 banche.

La maxi richiesta delle banche europee ha superato le previsioni degli analisti: ci si aspettava un ammontare complessivo di circa 470 miliardi di euro, una cifra più vicina a quella della prima operazione. Anche il numero delle banche che hanno aderito alla seconda Ltro (Long term refinancing operation) è stato maggiore: questa volta sono state 800, mentre a dicembre sono state 523.

Secondo fonti della banca d'Italia, le banche italiane avrebbero ricevuto 139 miliardi di euro lordi, che corrispondono a circa 80 miliardi di euro al netto del riassorbimento di operazioni di scadenza più breve. Questa nuova iniezione di liquidità, come ha fatto sapere il viceministro dell'Economia Vittorio Grilli, ha come obiettivo "di dare liquidità al sistema che, visto il livello di incertezza, si stava avvitando verso un completo congelamento della liquidità". Il ministro ha poi aggiunto che lo scopo "è consentire alle banche e agli intermediari finanziari di prendere decisioni in modo corretto senza distorsioni e di farle continuare a operare normalmente nell'economia reale senza lo spettro della mancanza di liquidità che distorcerebbe il loro intervento".

Ora le banche, anche dopo la buona notizia dell'accordo raggiunto con le imprese per la moratoria su prestiti e mutui, promettono che utilizzeranno la liquidità ricevuta dalla Bce "per finanziare famiglie e imprese", come ha affermato il dg dell'Abi, Giovanni Sabatini, in un'audizione alla commissione Bilancio della Camera, confermando l'impegno del mondo bancario per il rilancio dell'economia.

Questo è quanto si augurano sia i cittadini che le imprese, che negli ultimi mesi non hanno avuto benefici dalla prima maxi-operazione di prestito della Bce di dicembre. Come ha spiegato Sabatini, la liquidità ricevuta in quella sede è stata "fondamentalmente sostitutiva, non aggiuntiva" ed è servita per non ridurre gli impieghi, con l'obiettivo di riportare a un graduale ritorno alla normalità nell'erogazione dei prestiti personali alle famiglie e dei finanziamenti alle imprese. Si spera che nei prossimi mesi, anche grazie all'attività dei Governi nel risanamento dei bilanci e nel rilancio dell'economia, si possano davvero vedere gli effetti positivi della politica economica della Bce e che le banche allentino realmente la stretta sul credito di famiglie e imprese.