"La macchina nuova può aspettare". Probabilmente, questo è quanto si sono detti molti italiani in questi nei primi mesi dell'anno, che ha visto un calo del 18% rispetto al 2011 dei prestiti finalizzati all'acquisto di auto e motocicli. Questo è quanto emerge dai dati dell'Osservatorio Assofin riguardo il primo mese dell'anno.

Il crollo delle immatricolazioni e la fine degli incentivi hanno fatto la loro parte in questo crollo dei finanziamenti, ma ciò che più profondamente sta guidando questa tendenza sono gli effetti dilaganti della crisi. Moltissime famiglie, dal momento che non riescono più a risparmiare, hanno deciso di spendere il meno possibile, così, tra i primi beni durevoli su cui si è deciso di tagliare ci sono le auto e le moto.

Un altro dato, raccolto questa volta dal Sistema di informazioni creditizie di Crif, evidenzia il dilagare di questa crisi: il 68% dei prestiti finalizzati richiesti è di importo inferiore ai 5000 euro, mentre anche l'importo medio è sceso dai 5.076 di gennaio 2011 ai 5.059 di oggi.

Umberto Filotto, professore della Sda Bocconi di Milano, parla di una vera e propria "paura di spendere" da parte delle famiglie italiane, che in momenti di crisi come questo tendono a "tagliare i consumi, soprattutto quelli dei beni durevoli" perché non vogliono indebitarsi ulteriormente. Questa contrazione dei consumi ha degli effetti negativi non solo sul mercato del credito al consumo, ma anche del lavoro. Ora che la domanda è crollata in Italia si produce sempre meno, per cui si perdono i posti di lavoro che, a loro volta, fanno calare il potere d'acquisto, creando un circolo vizioso che torna ad avere ripercussioni negative sui consumi.

A giocare un ruolo importante in questa dinamica negativa dei prestiti finalizzati è stato anche l'atteggiamento restrittivo assunto da parte delle banche, che negli ultimi tempi hanno concesso i prestiti con sempre maggiore difficoltà e a tassi sempre più elevati, scoraggiando tutti coloro che magari avrebbero voluto acquistare un'auto o una moto. Il problema è che anche le previsioni per il resto dell'anno non sono delle migliori. Secondo le rilevazioni Crif, la disoccupazione crescente, la disponibilità di redditi non molto elevati e gli effetti della manovra fiscale non potranno che tradursi in una nuova contrazione di consumi e prestiti. Si dovrà attendere il 2013 per tirare un primo, leggero, sospiro di sollievo.