Oggi, 16 marzo, il Fondo di Kyoto entra ufficialmente nella sua fase operativa. A partire dalle 12.00, cittadini, imprese, persone giuridiche e private (tra cui associazioni e fondazioni), potranno presentare le domande per accedere ai prestiti previsti dal progetto del Fondo, il programma di finanziamenti promosso dal Ministero dell'Ambiente per incentivare lo sviluppo dell'energia sostenibile e la ricerca innovativa nel settore dell'energia e delle fonti rinnovabili.

Il Fondo, che attendeva di essere aperto dal 2008, è stato presentato a metà febbraio dai ministri dell'Ambiente Corrado Clini e dello Sviluppo economico Corrado Passera, è gestito dalla Cassa depositi e prestiti (CDP) e ammonta complessivamente a 600 milioni di euro, distribuiti in tre cicli di 200 milioni di euro l'uno. Si tratta di un fondo "rotativo", cioè di una modalità di finanziamento alimentato attraverso le rate di rimborso delle erogazioni concesse. I finanziamenti godono di un tasso agevolato dello 0,50% annuo e sono concessi per misure e interventi a favore dello sviluppo sostenibile. Il Fondo, istituito dalla Legge finanziaria 2007, è stato creato con la finalità di favorire la ricerca per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per ridurre le emissioni di CO2 nel nostro Paese, per raggiungere gli obiettivi previsti dal protocollo di Kyoto.

Le domande di finanziamento potranno essere presentate da oggi alle 12.00 fino al 14 luglio 2012 esclusivamente on line, dopo essersi accreditati sul sito della Cassa depositi e prestiti (www.cassaddpp.it), dove è disponibile anche la "Guida alla compilazione della domanda di ammissione all'agevolazione". Una volta ottenuta l'approvazione della richiesta di finanziamento è necessario recarsi presso gli sportelli delle banche aderenti alla Convenzione ABI/CDP.

I finanziamenti concessi dal Fondo di Kyoto prevedono un piano di ammortamento della durata massima di 6 anni per i soggetti privatii e di 15 anni per i soggetti pubblici e sono rimborsabili con rate semestrali. I soggetti pubblici potranno ottenere sugli interventi che realizzeranno (esclusivamente su operazioni su beni immobili di proprietà pubblica e nella disponibilità degli stessi), finanziamenti fino al 90%. I soggetti di natura privata, invece, per i loro interventi su beni immobili di proprietà, potranno ottenere finanziamenti fino al 70%.