Capita ormai abitualmente di parlare di prestiti e di credito al consumo, ma, spesso, se si fanno delle domande più approfondite sull'argomento, si nota come moltissimi cittadini non siano adeguatamente informati sull'argomento. Alla base della scelta di un buon prestito c'è in primo luogo una buona informazione. Essere preparati, anche quando si chiede un prestito finalizzato per pagare un elettrodomestico, può evitare il rischio di avere delle brutte sorprese.

Il mondo del credito al consumo può trasformarsi in una vere e propria "trappola" che, dietro a offerte apparentemente molto convenienti, nasconde delle "insidie" che si possono ritorcere contro il consumatore stesso. Il mercato dei prestiti finalizzati, che permette ai consumatori di comprare beni o servizi per pagarli a rate in un momento successivo, come ha evidenziato Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori, è inserito in vero e proprio "meccanismo di marketing" che mira ad attirare i cittadini con promozioni e offerte spesso poco trasparenti.

Nonostante la nova normativa sul credito al consumo introdotta lo scorso agosto abbia fornito qualche tutela in più al consumatore, prevedendo tra le altre disposizioni, l'obbligo negli annunci pubblicitari di indicare in modo trasparente le informazioni sul costo dei prestiti offerti (in particolare il TAEG e gli importi finanziabili con la durata del finanziamento), accade molto spesso che queste nuove norme in materia di trasparenza non siano rispettate. Secondo i risultati di un'indagine condotta dalla Commissione europea su circa 500 siti di informazione e di offerte di credito al consumo, in Italia è emerso che solo 3 siti su 15 sono in regola con la direttiva comunitaria del credito al consumo.

Il cittadino è quotidianamente esposto a pubblicità di prestiti finalizzati che spesso tendono ad attirarlo con l'offerta di "tassi zero" e di un posticipo del pagamento. Può essere che il consumatore, bombardato da queste proposte promozionali e apparentemente molto vantaggiose, "abbia un approccio meno consapevole" alla sottoscrizione di un prestito, come evidenziato da Dona. Il primo consiglio è stare attenti al "tasso zero" pubblicizzato in molti slogan, perché spesso non corrisponde a un reale costo zero del prestito. Il tasso zero, infatti, è riferito al TAN, mentre è il TAEG che bisogna considerare. Il TAEG, infatti, è il valore a cui bisogna fare riferimento per capire l'ammontare del prestito perché comprende non solo gli interessi, ma anche molte altre spese relative al finanziamento.

Nel seminario sul credito al consumo "Nuove problematiche, nuove tutele", organizzato dal Movimento Difesa del Cittadino in collaborazione con l'Università degli studi di Roma Tre, oltre ad evidenziare queste problematiche sull'informazione e la trasparenza, è stato messo in luce un altro problema emergente. Dal momento che la sottoscrizione di un contratto di credito al consumo porta il consumatore a diventare "debitore", i suoi dati vengono inseriti in una banca dati a disposizione di vari soggetti, dalle finanziarie agli intermediari. In questo contesto sono nati alcuni soggetti che promettono, ingannando il consumatore, la cancellazione di tali dati. Anche in questi casi una corretta informazione può essere molto utile per combattere il fenomeno.

Infine, per affrontare problemi e inconvenienti, il consumatore ha a disposizione l'Arbitro Bancario Finanziario, un organismo che può aiutare a risolvere le controversie tra consumatori, banche e altri intermediari.

Per chi avesse bisogno di un prestito, oltre all'informazione, anche un confronto delle offerte sul mercato può essere molto utile per scegliere il finanziamento più adatto a sé. Per fare ciò, il servizio di SuperMoney può essere un valido aiuto, perché permette di comparare in modo veloce e trasparente moltissime offerte di prestiti personali e prestiti on line di molte banche come Findomestic, Compass, Agos ducato e molte altre.