Gli italiani sono un popolo piuttosto attento nella scelta dei prestiti, per questo il finanziamento come cessione del quinto rimane una delle modalità preferite, soprattutto tra dipendenti e pensionati. Nel 2011, secondo i dati dell'Osservatorio Assofin, la quota di cessione del quinto, rispetto al totale dell'ammontare del credito al consumo, ha raggiunto l'8,7%, con importi per 4,5 miliardi e circa 267mila operazioni finanziate.

La cessione del quinto, per il fatto che le rate vengono decurtate in modo diretto dalla busta paga o dalla pensione del richiedente, rappresenta una modalità di prestito "conveniente" sia per l'istituto di credito che per il debitore. La busta paga, da cui la rata viene "prelevata" direttamente dal datore di lavoro o dall'istituto erogatore, costituisce una garanzia per la banca che si sente più sicura nella concessione di un prestito di questo tipo rispetto a un prestito personale. Per il cliente, inoltre, la scelta della cessione del quinto porta un doppio vantaggio: uno legato alla somma che può ottenere, che è mediamente più alta rispetto agli altri prestiti; l'altro relativo agli interessi richiesti dagli istituti di credito, che in genere sono meno onerosi. Secondo i dati forniti da Assofin, infatti, l'importo medio dei finanziamenti con cessione del quinto è di circa 16,9mila euro, mentre quello dei prestiti personali è di 12mila.

Tassi di interesse convenienti, importi più alti e un atteggiamento più concessivo da parte delle banche, quindi, spiegano il perché la maggioranza di pensionati e dipendenti pubblici scelgano la cessione del quinto dello stipendio come modalità di prestito. I benefici delle convenzioni offerte dall'Inps, dall'Inpdap e dal ministero dell'economia, inoltre, accelerano i tempi di erogazione delle somme richieste e portano ad alcuni trattamenti di vantaggio per i soggetti convenzionati.