Anche dalla Bce arrivano notizie negative sul fronte dei prestiti a famiglie e imprese. Nell'ultimo trimestre del 2011 l'atteggiamento delle banche nei confronti della concessioni di prestiti e finanziamenti ha subito un'ulteriore stretta. I risultati del sondaggio trimestrale condotto dalla Bce relativo alla situazione del credito bancario arrivano a confermare i dati di Bankitalia, che a sua volta ha individuato un "significativo irrigidimento" dei "criteri per la concessione di prestiti alle imprese e alle famiglie" da parte delle banche dell'area euro nel quarto trimestre del 2011.

Nel valutare questi risultati bisogna tenere conto che le indagini dei due istituti sono state condotte prima che si potessero manifestare gli effetti del maxi-prestito della Bce di dicembre alle banche europee. La Bce, infatti, si aspetta "un miglioramento nell'accesso alla raccolta sui mercati da parte delle banche nel prossimo trimestre, come potenziale riflesso dell'efficacia delle misure prese". Il Presidente Mario Draghi ha sottolineato in più occasioni come le mosse economiche della banca europea abbiano permesso di evitare una gravissima "crisi di liquidità" nell'Eurozona, mostrando quindi un certo ottimismo rispetto alla situazione futura. A conferma dell'importanza che Draghi ripone nella stabilità finanziaria delle banche, a fine febbraio è prevista un'altra operazione di credito analoga. Si pensa che le banche chiederanno ancora dai 300 a 1000 miliardi di euro, che verranno concessi al tasso agevolato dell'1%.

Non mancano, però, pareri contrastanti a riguardo. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, infatti, ha espresso un'opinione opposta a quella di Draghi, dichiarando che le operazioni di prestito della Bce potrebbero "creare rischi più alti per le banche stesse e per la stabilità finanziaria". Se si guardano i dati relativi al comportamento delle banche nell'ultimo trimestre del 2011, emerge che la differenza tra le banche che hanno avuto un atteggiamento più restrittivo e quelle che invece hanno allentato le condizioni di credito è stata del 35%, il doppio dei tre mesi precedenti. Una banca su quattro di quelle considerate nel sondaggio, nel prossimo trimestre si aspetta un'altra restrizione e una diminuzione della domanda di prestiti da parte di famiglie e imprese. Le giustificazioni delle banche sono le stesse rilevate da Bankitalia e cioè l'aggravarsi del debito sovrano degli Stati e la difficoltà della raccolta di denaro, soprattutto rispetto agli investimenti esteri.

Unica eccezione in a questa situazione di restrizione del credito è rappresentata dalla Germania, che mostra anche in questo campo la sua "superiorità" rispetto alle economie degli altri Paesi. Il panorama europeo, intanto, sembra essere entrato in una situazione di stasi. Italia, Spagna e Francia, anche se continuano a rimanere in una fase di contrazione, non vedono un aggravarsi della situazione. L'andamento dell'inflazione è stato confermato al 2,7%, percentuale rimasta invariata da dicembre. Considerata la fase di "stabilità" in cui si trova l'economia europea, sembra improbabile che i tassi vengano nuovamente toccati nella riunione della Bce di febbraio. Possibili tagli sono previsti, invece a marzo. Intanto famiglie e imprese sperano che nei prossimi mesi possano avverarsi le previsioni una maggiore apertura nella concessione di prestiti e finanziamenti, "iniettando" una dose di liquidità e fiducia a tutti i cittadini.