Gli effetti della crisi continuano a farsi sentire per le famiglie. Tasse e spese sempre più elevate, disoccupazione in crescita, risparmi in calo hanno infatti costretto molti nuclei familiari a richiedere alle banche dei prestiti. L'ammontare del debito a carico delle famiglie è arrivato a toccare i 503 miliardi di euro, una cifra estremamente preoccupante.

Questi sono i numeri forniti dall'Ufficio studi del Cgia di Mestre che ha mostrato come negli ultimi 3 anni l'indice di indebitamento delle famiglie sia cresciuto del 36,4%. Ogni nucleo familiare italiano, in pratica, si trova a dover pagare in media un debito che tocca i 20 mila euro. I debiti più pesanti gravano maggiormente nelle Province di Roma, Lodi e Milano. I debiti più gravosi si registrano nelle famiglie con il reddito più alto, mentre quelle meridionali appaiono più "virtuose" in questo senso.

I dati relativi alla situazione dei prestiti nel nostro Paese, diffusi dal Cgia di Mestre, sono stati ricavati sommando tra loro i debiti contratti dalle famiglie per la sottoscrizione di finanziamenti finalizzati alla ristrutturazione di immobili, al credito al consumo, a mutui e a prestiti personali. Dall'analisi emerge come la richiesta di prestiti sia stata maggiore nelle zone d'Italia dove il reddito risulta mediamente più elevato. I livelli di indebitamento più bassi, secondo l'Associazione degli artigiani di Mestre, si registrano soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. A Vibo Valentia, secondo i dati aggiornati al 30 settembre 2011 dal Cgia, le famiglie residenti avevano un debito circa di 9.342 euro, una cifra ben inferiore alla media nazionale (20mila euro). Livelli bassi di indebitamento si hanno anche nelle province dell'Ogliastra e di Enna.

Il perdurare della crisi, come sottolineato anche dal segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi, potrebbe portare da un'ulteriore crescita della richiesta di prestiti, aumentando il livello di indebitamento delle famiglie. Il rapporto tra debiti e reddito disponibile potrebbe aumentare, a fronte di una crescente difficoltà per le famiglie a far fronte al pagamento delle rate dei prestiti che si trovano costrette a sottoscrivere.