Le notizie sui prestiti non sembrano rilevare una situazione facile del mercato. Dopo il rallentamento nella richiesta di prestiti registrato dal bollettino mensile della Bce di gennaio, che ha caratterizzato tutti i Paesi della Zona euro, l'Abi (Associazione Bancaria Italiana) conferma la tendenza al rallentamento nella crescita dei prestiti anche in Italia. Nel Rapporto presentato a Milano in occasione del comitato esecutivo, l'Abi ha rilevato un calo nella domanda di prestiti nel "settore privato e dei mutui per l'acquisto della prima casa". Nel dettaglio: i prestiti a famiglie e società non finanziarie a fine anno hanno riportato una crescita tendenziale del 4,1% rispetto al 4,9% di novembre. I prestiti per le piccole imprese segnano invece un +2%.

Un dato negativo arriva anche dalla crescita delle sofferenze sui prestiti. A novembre le sofferenze lorde hanno raggiunto i 104,5 miliardi, con un aumento di 1,6 miliardi rispetto al mese precedente. In rapporto agli impieghi le sofferenze nette crescono del 5,2% nel mese di novembre rispetto a ottobre. Il rapporto sofferenze nette/impieghi totali registra un 2,94%, +0,1 su base congiunturale.

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