L'Eurispes, istituto di studi senza fini di lucro attivo dal 1982 nel campo della ricerca politica, economica e sociale e della formazione, nel Rapporto Italia pubblicato ieri, ha dato un'immagine non certo confortante del nostro Paese. L'Italia, infatti, appare vittima di un "senso di depressione" dal quale non riesce a uscire, un Paese "bloccato, immobile, rassegnato e ripiegato sui stesso" che fa fatica ad arrivare e fine mese e che ha poca fiducia nelle sue istituzioni.

Il 2011 è stato un anno particolarmente duro sia per lo Stato che per le famiglie, i cui bilanci economici annuali appaiono segnati da forti perdite. Il 67% degli italiani afferma che la propria situazione economica nell'ultimo anno è notevolmente peggiorata; fatto ancor più preoccupante, il 56,6% prevede che ci sarà un ulteriore aggravamento nel prossimo futuro. Molto più contenute le percentuali di coloro che sperano di mantenersi in una condizione di sostanziale stabilità (26,9%), mentre solo il 6,1% pensa che la sua situazione sia destinata a migliorare. Infine, il 74,8% degli italiani testimonia un decadimento della propria situazione economica.

Con la contrazione dei redditi e le spese che, al contrario, continuano a crescere, molte famiglie italiane hanno abbandonato l'intenzione di risparmiare. Quasi la metà (48,5%) è costretta a utilizzare i soldi messi da parte per arrivare a fine mese: il 45,7% del campione ha dichiarato di far fatica ad arrivare alla fine della quarta settimana e il 27,3% ha affermato di non riuscire ad arrivare a fine mese.

In queste crescenti difficoltà, le famiglie si sono sempre più rivolte alla richiesta di prestiti. A confermare il fatto che la richiesta di prestiti sia legata a spese di prima necessità sono i dati relativi agli ultimi tre anni: il 35% dei finanziamenti chiesti non ha infatti superato i 10.000 euro. Il 26,2% del campione di famiglie preso in considerazione ha utilizzato i prestiti per coprire le spese di esigenze di base. Il 41,9% ha avuto bisogno di prestiti per pagare il mutuo della casa, il 33,1% per il pagamento di altri debiti accumulati in precedenza e il 20,9% per saldare dei prestiti già esistenti con banche o altri istituti di credito. Solo il 13,6% dei prestiti è servito a pagare feste come battesimi, cresime e matrimoni; il 9,8% è stato destinato al pagamento di spese mediche e solo il 2,3% sono state le richieste di prestiti personali per le vacanze, segno evidente che le spese superflue sono in forte calo.