I prestiti a fondo perduto sono finanziamenti agevolati dedicati a chi decide di aprire una nuova attività e desidera un aiuto economico per avviare l'impresa. Questi finanziamenti sono chiamati "a fondo perduto" perché non vi è alcun obbligo di restituzione della somma erogata e degli eventuali interessi maturati sull'importo concesso.

Le somme stanziate per i prestiti a fondo perduto coprono le prime spese necessarie all'avvio dell'attività, ma non sono incluse spese di merce che in seguito dovrà essere venduta; saranno accettate solamente spese atte a sostenere un corretto funzionamento della propria idea imprenditoriale (macchinari, affitti di locali). Per richiedere un prestito a fondo perduto è necessario presentare il cosiddetto business plan, ovvero un progetto dettagliato, che prende in esame tutte le aree di attività di un'impresa. E' una vera e propria carta d'identità dell'azienda, attraverso la quale si mettono per iscritto tutte le componenti di un piano imprenditoriale: dall'analisi di mercato al progetto finanziario, dal marketing alla gestione delle risorse umane.

Inoltre, sarà obbligatorio dimostrare, sempre attraverso un progetto, quali saranno gli ipotetici guadagni, proprio per poter valutare se l'idea imprenditoriale abbia basi sufficientemente solide per far partire l'erogazione del finanziamento. I prestiti a fondo perduto, erogati da diversi enti pubblici, destinano la cifra a categorie specifiche (imprenditoria giovanile, femminile o disoccupati), e i finanziamenti sono dedicati a varie classi di aziende: lavoratori autonomi, micro imprese, franchising.

I contributi previsti per questo tipo di finanziamento possono essere a fondo perduto per il 100% della somma erogata, oppure possono essere parzialmente a fondo perduto (50%). Gli utenti che decidono di accedere ad un contributo a fondo perduto per il 100% della somma erogata non dovranno restituire alcun importo all'ente erogante, mentre gli imprenditori che decidono di accedere ad un prestito a fondo perduto del 50%, la metà del finanziamento sarà realmente a fondo perduto, la parte restante, invece, dovrà essere restituita all'ente mediante rate che, in ogni caso, manterranno tassi di interesse agevolati.