La crisi economica ha rivoluzionato completamente i contratti di chi già possedeva un impiego e ha reso difficoltosa l'entrata dei giovani nel mondo lavorativo . All'aumentare dell'incertezza lavorativa si riduce la possibilità per i giovani di avere accesso al credito e di poter ottenere facilmente mutui e prestiti.

Proprio a causa di questi stravolgimenti, il lavoro atipico, attualmente, è la forma più diffusa di occupazione. Per lavori atipici s'intendono tutti quei lavori in cui non è previsto un contratto di lavoro stabile che offra delle garanzie pensionistiche e, proprio per tale motivo, per questa categoria di lavoratori, riuscire a ottenere un prestito non è impresa semplice.

Le banche richiedono alcuni documenti che garantiscano la restituzione della somma richiesta (dichiarazione dei redditi e presentazione di una busta paga attiva da almeno 12 mesi). Come appare chiaro, per questa categoria, il prestito risulta un obiettivo difficile. Però, essendo ormai una classe che sta acquistando potere, gli istituti di credito si stanno muovendo per proporre dei prodotti finanziari adatti alle esigenze dei lavoratori atipici.

Un prestito di questa natura è possibile perché le banche stipulano degli accordi con le regioni di competenza, che creano dei fondi di garanzia proprio per i lavoratori atipici. I prestiti sono, dunque, legati alla regione in cui si richiede e in cui si abita.

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