Le famiglie italiane da cicale si trasformano in formichine. Lo rivela un'indagine regionale effettuata da Experian, che ha rilevato il tasso di morosità degli italiani nel 2010 riguardo alle più diffuse forme di finanziamento come i prestiti personali, il credito al consumo, le carte di credito e i mutui.

Se nei primi sei mesi del 2009, la percentuale di indebitamento delle famiglie italiane era schizzata al +13,8%, la tendenza odierna ha registrato un'inversione: dalle rate dell'automobile alle vacanze, dalle cure dentistiche all'acquisto di elettrodomestici, gli italiani sembrano ora declinare l'offerta di prestiti personali o l'opzione del pagamento rateale.

Numeri alla mano, su un campione di oltre 15 milioni di contratti con ritardi di pagamento per almeno 3 rate, i risultati sugli insoluti per le più diffuse forme di finanziamento da settembre 2009 a febbraio 2010 non sono più cresciuti (+0,2%). La causa? Complice la crisi, i bollettini di pagamento rateale si sono trasformati per gli italiani in veri e propri macigni che pesano sempre più sul bilancio familiare.

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