Fondo Nuovi Nati

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Fondo Nuovi Nati, prestiti agevolati per l'arrivo del bebé

Il Fondo Nuovi Nati, istituito nel 2009 con Decreto legge n. 185/2008 presso il Dipartimento per le politiche della famiglia, è volto a facilitare l’accesso al credito delle famiglie con un nuovo figlio (nato o adottato) attraverso il rilascio di particolari garanzie, normalmente richieste dalle banche e dagli intermediari finanziari per concedere dei prestiti.

Il Fondo Nuovi Nati prevede l’erogazione di un prestito agevolato d’importo massimo pari a 5.000 euro, da restituire entro 5 anni dalla data di sottoscrizione e utilizzabile per qualsiasi spesa. Le banche e gli intermediari finanziari aderenti all’iniziativa sono tenute ad applicare sui finanziamenti erogati un TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che non superi il 50% del TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) sui prestiti personali, in vigore al momento della sottoscrizione del contratto.

Per le famiglie dei bambini nati o adottati affetti da malattie rare (l’elenco delle patologie considerate tali è definito all’articolo 5, comma 1, lettera b) del Decreto legislativo n. 124/1998) è previsto un contributo aggiuntivo, che riduce ulteriormente il TAEG allo 0,5%.

La modalità di erogazione dei prestiti garantiti dal Fondo Nuovi Nati spettano comunque agli istituti di credito, che si riservano la facoltà di prendere provvedimenti qualora le famiglie non rispettino le scadenze di pagamento pattuite al momento della stipula del contratto di finanziamento.

Fondo Nuovi Nati: come funziona

Possono accedere al Fondo Nuovi Nati le famiglie con un figlio adottato o nato nel 2011, 2012, 2013 e 2014, senza alcuna limitazione di reddito.

In generale, i genitori che beneficiano del Fondo Nuovi Nati possono richiedere un solo finanziamento per ogni bambino a loro carico (anche in caso di potestà o affitto condiviso). Se, però, la patria potestà è esercitata su più minori, è possibile richiedere più di un finanziamento.

I finanziamenti previsti dal Fondo Nuovi Nati sono erogati sotto forma di prestiti personali. Le famiglie interessate possono, quindi, rivolgersi direttamente agli istituti aderenti all’iniziativa, senza sentirsi obbligati a fornire alcuna motivazione.

Fondo nuovi nati: la domanda

La domanda per l’erogazione del credito deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di nascita o di adozione del bambino, compilando un apposito modulo nel quale viene certificato il possesso di alcuni requisiti. In particolare, per le adozioni nazionali si deve far riferimento alla sentenza di affidamento preadottivo o di adozione definitiva, mentre per quelle internazionali si deve considerare la data del provvedimento di autorizzazione all'ingresso e alla residenza permanente del minore, rilasciato dalla Commissione per le adozioni internazionali (sia per le adozioni pronunciate all'estero che per quelle pronunciate in Italia a conclusione del periodo di affidamento preadottivo).

Nel modulo i genitori devono dichiarare le proprie generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale), quelle del minore nato o adottato (specificando, in questo caso, anche gli estremi del provvedimento) e, infine, il possesso della potestà genitoriale sul minore, specificando se quest’ultima è esercitata da soli o insieme con un altro soggetto.

In caso di patria potestà condivisa, occorre indicare anche le generalità dell’altro soggetto e dichiarare espressamente che è richiesto un solo prestito per minore. Se, poi, il bambino è affetto da una malattia rara, è necessario presentare contestualmente alla domanda il certificato di una struttura sanitaria, che attesti la presenza di una patologia. La dichiarazione di informazioni mendaci o non corrispondenti alla realtà è punita con la revoca immediata del prestito.

Dopo aver accertato l’ammissione alla garanzia del Fondo Nuovi Nati, l’istituto provvede ad accreditare al beneficiario l'importo corrispondente in base alle modalità precedentemente concordate. Una volta ottenuto il prestito, il richiedente può decidere se estinguerlo in un’unica soluzione oppure in comode rate da concordare al momento della sottoscrizione del contratto di finanziamento.

In caso d’insolvenza del debito, gli istituti possono attivare le procedure esecutive per il recupero del credito.

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