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Cessione del quinto: cos'è?

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La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è una particolare forma di prestito che consente di ottenere della liquidità restituendo l’importo ricevuto attraverso l’addebito della rata direttamente in busta paga o sulla pensione.

Ma cosa vuol dire ‘cessione del quinto’ di preciso? È molto semplice: con il termine “cessione” si indica infatti il prelievo diretto dalla fonte di reddito del soggetto richiedente, mentre con l’espressione “del quinto” viene definito il limite massimo della rata, che in genere non potrà superare un quinto dello stipendio netto o della pensione del richiedente. 

 

 

Chi può fare la cessione del quinto?

I soggetti che possono richiedere un prestito con cessione del quinto sono esattamente tre: 

  • dipendenti statali
  • dipendenti privati a tempo indeterminato 
  • pensionati INPS e INPDAP

In linea generale anche i lavoratori a tempo determinato possono richiedere prestiti con cessione del quinto. Tuttavia le banche concederanno delle somme di denaro limitate, concordando che i piani di rientro non superino il termine del contratto lavorativo. Sono invece esclusi da questa tipologia di prestito i lavoratori autonomi.

 

Cessione del quinto dello stipendio

Come dicevamo, possono richiederla tutti i dipendenti a tempo indeterminato, sia statali sia privati. Ogni mese quindi, un quinto dello stipendio sarà trattenuto direttamente dal datore di lavoro, che lo verserà alla banca o finanziaria con cui il dipendente ha sottoscritto il finanziamento. L’importo richiedibile varia in funziona di diversi fattori, mentre la durata massima è stabilita in 120 mesi (10 anni).

 

Cessione del quinto della pensione

Analogamente, anche i pensionati possono ottenere la cessione del quinto, con la differenza che ogni mese la trattenuta sarà applicata direttamente dall’ente previdenziale.

Nel caso dei pensionati, la durata massima della cessione del quinto è in parte influenzata anche dal fattore età. Infatti, per le richieste di finanziamento decennali avanzate da soggetti più in là con l’età bisognerà preventivare dei rincari sulle coperture assicurative.

 

Cessione del quinto INPDAP e INPS 

Tutti i dipendenti statali, i pensionati e i loro familiari hanno la possibilità di accedere a dei prestiti INPDAP, anche tramite cessione del quinto, a condizioni agevolate accedendo direttamente ad un fondo gestito dall’INPS. A tal proposito occorre precisare che dal 2011 l’INPS ha inglobato totalmente l’INPDAP occupandosi della gestione diretta di tutti questi servizi, comprese le risorse messe a disposizioni per i prestiti.

Per richiedere la cessione del quinto INPDAP/INPS occorre essere iscritti alla Gestione Unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, il Fondo attraverso il quale l'INPDAP provvede ad erogare i prestiti, aver maturato almeno 4 anni di contributi e non aver superato l’età anagrafica dei 65 anni. Il prestito viene erogato in tempi ristretti e l’importo è in genere restituito in 60 o 120 rate detratte direttamente dalla busta paga o dalla pensione. Anche in questo caso l’importo della rata non supera mai la misura del 20 per cento dello stipendio o della pensione percepita.

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Quanto si può ottenere con la cessione del quinto?

Per un prestito con cessione del quinto, il massimo erogabile è strettamente legato all’ammontare dello stipendio o della pensione, al TFR all’anzianità lavorativa maturata. Infatti all’aumentare di queste tre variabili aumenteranno anche le possibilità di ricevere delle somme più elevate.

 

Doppia cessione del quinto

Nella maggior parte dei casi l’ammontare della rata di rimborso non può eccedere la quinta parte dello stipendio netto mensile. Tuttavia esistono delle eccezioni. Infatti, per ottenere una somma maggiore è possibile valutare l’opportunità di elevare l’importo della rata mensile fino ad un massimo di due quinti dello stipendio, per un totale non superiore al 40%. In questo caso particolare si parlerà di doppia cessione del quinto (o cessione del doppio quinto) e bisognerà sottoscrivere un contratto di delega di pagamento che impegnerà l’altro quinto dello stipendio.

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Cessione del quinto: quali sono le garanzie richieste?

A differenza di altre forme di finanziamento, la cessione del quinto per dipendenti e pensionati non ha bisogno di particolari garanzie, come ad esempio l’ipoteca o la fidejussione. 

L’ammontare del TFR maturato dal lavoratore dipendente e l’ammontare della pensione rappresentano una tutela sufficiente per il finanziatore, unitamente alla copertura assicurativa obbligatoria di cui ti parleremo in dettaglio più avanti.

Inoltre, la restituzione della rata attraverso trattenuta in busta paga o sulla pensione riduce a zero il rischio di insolvenza del cliente e il bisogno di attuare specifiche procedure di controllo sulla regolarità dei pagamenti. 

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Documenti per cessione del quinto

I documenti necessari per richiedere un prestito con cessione del quinto variano a seconda dei soggetti interessati, ovvero: la pubblica amministrazione, l’ente pubblico o privato, l’ente pensionistico, la compagnia assicuratrice. In linea generale il richiedente deve fornire tutti i dati anagraficidati personaliinformazioni reddituali e tutti i dati relativi alla specifica posizione lavorativa o pensionistica. I documenti essenziali per accedere alla cessione del quinto sono:

  • il certificato di stipendio (solo nel caso di lavoratori dipendenti) con l’indicazione della data di assunzione, della retribuzione lorda e netta e il TFR maturato, le eventuali trattenute o pignoramenti già presenti sullo stipendio;
  • l’ultima busta paga o cedolino della pensione;
  • il consenso dell’azienda, che si impegna ad effettuare i pagamenti con delega a favore del datore di lavoro per prelevare dallo stipendio l’importo della rata.

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Assicurazione cessione del quinto: cosa copre?

Per i finanziamenti con cessione del quinto è obbligatoria una doppia assicurazione sul credito, a tutela del rischio vita del cliente e del rischio impiego (perdita del lavoro). Per i pensionati è sufficiente la prima, mentre i lavoratori dovranno sottoscriverle entrambe. Richiedere la cessione del quinto senza assicurazione, quindi, non è proprio possibile.

 

Assicurazione cessione del quinto pensione

Nel caso della cessione del quinto della pensione è prevista l'assicurazione vita obbligatoria, che copre il debito residuo in caso di decesso dell’intestatario del prestito. In questo modo, l’estinzione del debito ricadrà sulla compagnia assicurativa e non sui familiari del pensionato.

La polizza vita ha un costo che varia a seconda dell’età e del sesso del pensionato. In genere quelle per le donne costano meno a causa della maggiore aspettativa di vita del sesso femminile. Con l’aumentare dell’età, ovviamente il costo aumenta. 

 

Assicurazione cessione del quinto stipendio

La cessione del quinto per lavoratori dipendenti prevede la stipula obbligatoria di due diverse polizze assicurative: una rischio vita, obbligatoria per tutti, e l’altra rischio impiego richiesta a discrezione della banca o della società finanziaria prescelta. Infatti, in caso di perdita improvvisa del lavoro il pagamento della rata avverrà accedendo direttamente al TFR cumulato.

La normativa vigente prevede che il debitore non possa chiedere alcun anticipo sul TFR per tutta la durata del finanziamento, in questo modo il debito sarà estinto anche in caso di licenziamento. A tal proposito occorre precisare che al momento della delibera della cessione del quinto, l’istituto di credito effettua anche dei controlli per verificare l’affidabilità dell’azienda del lavoratore dipendente, basandosi su parametri quali il numero di dipendenti o l’ammontare del capitale sociale.

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Quanto costa la cessione del quinto? Taeg, Tan e spese accessorie

Prima di sottoscrivere un contratto di prestito con cessione del quinto è bene valutare non solo l’importo della rata, ma anche tutte le altre voci di spesa previste per questa particolare forma di finanziamento, come: gli interessi applicati, le spese di istruttoria, le spese assicurative e le eventuali commissioni bancarie.

  • Le spese di istruttoria sono tutti i costi relativi alla valutazione e alla gestione della domanda che il soggetto erogatore pone a carico del richiedente. Nella cessione del quinto vengono in genere pagate in un’unica soluzione al momento dell’erogazione del finanziamento.
  • Le spese assicurative sono relative al costo delle coperture assicurative richieste e vengono versate attraverso una trattenuta dall’importo netto erogato.
  • Le commissioni bancarie rappresentano un altro costo a carico del richiedente e sono anch’esse trattenute dall’importo netto erogato.
  • Il TAN, Tasso Annuo Nominale, che rappresenta il tasso di interesse applicato dalle banche all’importo lordo del finanziamento ed espresso in valore percentuale e su base annua. Viene utilizzato per calcolare l’ammontare del finanziamento netto.
  • Il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale, è il tasso di interesse al quale i flussi di erogazione verso il cliente, al netto delle spese, eguagliano i flussi di rimborso ed è comprensivo di oneri accessori come le spese di istruttoria e le commissioni bancarie, che sono a carico del cliente. A tal proposito occorre precisare che la maggior parte degli istituti escludono dal calcolo del TAEG l’ammontare delle spese assicurative.

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Vantaggi della cessione del quinto

Uno dei vantaggi garantiti dalla cessione del quinto dello stipendio o della pensione riguarda l’elevata possibilità di ottenere l’importo richiesto. Le caratteristiche di questa formula di credito, infatti, la rendono poco rischiosa per le banche, le quali la concedono con minore difficoltà rispetto ai prestiti tradizionali.

In molti casi, la maggior parte delle banche ed istituti di credito concedono questi tipi di finanziamenti anche a persone con una storia creditizia non perfetta. Inoltre, come molte altre forme di finanziamento, è possibile presentare la propria richiesta anche via web consultando le tante soluzioni per la cessione del quinto on line.

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Estinzione anticipata della cessione del quinto

Chiedere l'estinzione anticipata è possibile anche in caso di cessione del quinto per dipendenti e pensionati, ma nella maggior parte dei casi prevede il pagamento di una penale, che dovrà essere chiaramente indicata nel contratto e non potrà superare l’1% del debito residuo.

L’assicurazione vita, generalmente pagata in un’unica soluzione all’inizio del finanziamento, verrà rimborsata solo per la parte del premio non goduto. In quest’ultimo caso bisognerà presentare una richiesta di rimborso formale.

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Rinnovo cessione del quinto: quando si può fare?

Il rinnovo del prestito attraverso la cessione del quinto è sempre possibile se sono trascorsi almeno i primi 2/5 del periodo di rimborso originario. Solo nel caso di una cessione del quinto di durata inferiore ai 5 anni, il rinnovo è possibile anche prima, ma solo se il richiedente intende stipulare un nuovo prestito dalla durata non inferiore ai 10 anni.

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Cessione del quinto: domande e risposte ai casi particolari

Sul tema cessione del quinto ci arrivano molte domande da parte degli utenti. Ecco eprché abbiamo deciso di raccogliere in questa sezione tutte le risposte ai dubbi più frequenti.

 

Cessione del quinto: cosa succede in caso di rata non pagata? 

Nel caso di ritardi nel pagamento di una o più rate di una cessione del quinto, riconducibili a qualsiasi causa, il soggetto finanziatore potrà chiedere gli interessi di mora, così come definiti nel contratto di prestito.

Se il ritardo è dovuto alla perdita del lavoro, o alla sospensione o riduzione dello stipendio, la banca o la società finanziaria potrà considerare risolto il contratto indipendentemente dalla presenza di una copertura assicurativa.

Se il mancato versamento della rata è riconducibile a problemi amministrativi dell’azienda, occorre segnalare la situazione al finanziatore inviando le buste paga con l’evidenza delle trattenute per dimostrare che il mancato pagamento è dovuto ad un errore dell’azienda. 

 

Cessione del quinto: cosa succede in caso di licenziamento?

In caso di cessione del quinto e cessazione del rapporto di lavoro occorre fare una distinzione in base alla motivazione. Nei casi di licenziamento e fallimento dell’azienda, sarà comunque dovere del datore di lavoro trattenere dal TFR maturato dal dipendente la somma necessaria ad estinguere, o almeno a ridurre, il debito maturato e versarla direttamente alla banca. Se la somma versata non è sufficiente ad estinguere il debito, in assenza di un nuovo rapporto di lavoro, si verifica un caso d’insolvenza.

Nei casi in cui la perdita dell’impiego è dovuta ad un licenziamento per giusta causa, la Compagnia di Assicurazione può anche decidere di non di pagare l’indennizzo alla banca, che di conseguenza non può che mettere a sofferenza il credito registrando la passività sui suoi bilanci. Se la compagnia assicuratrice ha risarcito la banca, avrà comunque la possibilità di rivalersi sul dipendente e, nel caso in cui il lavoratore abbia trovato una nuova occupazione, costringerlo a risarcire l’assicurazione per l’importo versato. 

 

Cessione del quinto: e l’azienda fallisce?

Se la perdita del lavoro è dovuta al fallimento dell’azienda, sarà necessario l’intervento della compagnia assicuratrice con cui si è stipulata la polizza obbligatoria rischio impiego. L’insoluto verrà segnalato comunque alle centrali rischi finanziari e il datore di lavoro verrà etichettato come cattivo pagatore, con inevitabili limitazioni in caso di future richieste di accesso al credito.

 

Cessione del quinto: cosa succede se cambio lavoro?

Abbiamo visto cosa succede in caso di licenziamento o fallimento dell’azienda. Ma cosa accade se decidi di dare le dimissioni con una cessione del quinto in corso? In linea di massima la finanziaria tratterrà il TFR maturato alla data di licenziamento del dipendente, salvo poi riformulare in accordo con quest’ultimo il piano di rientro del debito. Se il cambio di impiego avviene con continuità, avvisando la finanziaria per tempo potresti riuscire ad ottenere che il rimborso avvenga tramite la cessione di una quota della nuova busta paga.

 

Il datore di lavoro può negare la cessione del quinto?

No, il datore di lavoro non può rifiutare la cessione, essendo questa un diritto del lavoratore. Se quindi possiedi i requisiti necessari per ottenere un finanziamento con questa modalità di rimborso, il tuo datore di lavoro non potrà opporsi in alcun modo.

 

Cessione del quinto e pignoramento presso terzi possono coesistere?

La risposta è sì: cessione del quinto volontaria e pignoramento del quinto per debiti non saldati possono coesistere.

In particolare, una retribuzione su cui è in atto una cessione del quinto volontaria può essere oggetto di pignoramento da parte di terzi per un ulteriore quota, in caso di debiti non saldati. Se il tuo stipendio ammonta a 1.000 euro e 200 euro sono già impegnati da una cessione del quinto, in caso di pignoramento i creditori potranno trattenere al massimo 300 euro al mese. Tale cifra viene calcolata sottraendo alla metà della retribuzione netta (1.000:2=500) la quota già impegnata nel rimborso del prestito (200).

Allo stesso modo, se una parte del tuo stipendio è già oggetto di pignoramento, potrai utilizzare parte della quota restante per richiedere un prestito con cessione del quinto. Prendiamo sempre l’esempio di uno stipendio da 1.000 euro: se 200 euro ti vengono pignorati, potrai chiedere un prestito che preveda una trattenuta mensile massima di 200 euro. Questa cifra viene calcolata sottraendo dai due quinti della retribuzione netta (400) la quota pignorata (200).

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Cessione del quinto: normativa e regole

Per verificare che norme e procedure applicate alla cessione del quinto di stipendio e pensione siano conformi alle disposizioni normative è possibile consultare quanto definito dalla Direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE. La maggior tutela dei diritti dei consumatori, l’armonizzazione delle disposizioni nazionali e la maggiore trasparenza dei termini contrattuali rappresentano le principali finalità della Direttiva. Tutte le informazioni relative al costo del credito dovranno quindi essere fornite in formato standard e in modo trasparente, riportando le seguenti indicazioni:

  • la durata del contratto di credito
  • l’importo totale del credito
  • i tassi d’interesse applicati
  • il tasso annuo effettivo globale (TAEG) e l’importo totale dovuto dal consumatore
  • l’importo, il numero e la frequenza dei pagamenti
  • le spese legate al contratto o da esso derivanti
  • le conseguenze del ritardato pagamento e della mancata esecuzione 

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Grazie, guida molto interessante e approfondita!
20-apr-2017
Il tuo voto5

Ottimo servizio, grazie! Gigi
06-mar-2017
Il tuo voto5

Servizio Eccellente!
21-dic-2016
Il tuo voto5

Perche' non viene detto in chiaro che la cessione del quinto con durata più di 5 anni è soggetta all' art. 39 del D.P.R.180\1950 per cui puoi rinnovare il prestito solo dopo aver pagato i due quinti delle rate e, nel caso lo estingui non ne puoi contrarre uno nuovo soltanto se è trascorso un anno.Sul contratto iniziale questa clausola non c'è te ne accorgi solo se lo vuoi rinnovare.
02-nov-2016
Il tuo voto3

Ottimo, in meno di una settimana ho attivato il prestito tramite cessione del quinto! Grazie supermoney!
29-feb-2016
Il tuo voto5